venerdì 17 dicembre 2021

Onore e voglia di vivere

 

Italia. Onore. Fame di dignità.

Amici italiani, difendete l’onore d’Italia, custodite i vostri figli.

Meglio morti che disonorati, amici italiani non vendetevi per un piatto di lenticchie, non tenete la testa sotto la sabbia e aprite gli occhi alla realtà.

Sciopero della fame. Senza lavoro. Senza stipendio.

L’Italia in un buio profondo, una intera civiltà in crisi. L’Italia al centro del ciclone.

Fame: meglio affamati che schiavi per un piatto di lenticchie concesse da una classe dirigente nemica del popolo italiano. Senza lavoro: meglio l’esilio, la solitudine, l’ignominia sociale, che la complicità con un governo nemico del popolo. Senza stipendio con una famiglia numerosa e monoreddito: meglio la disgrazia economica che vivere nella menzogna. Dico no alla menzogna, e no alla disinformazione operata da tutti i Media più potenti e da quasi tutte le agenzie educative.  Dico no a un governo imposto dall’alto all’Italia, e sostenuto da tutte le forze politiche, tranne una che fa l’opposizione alla camomilla. Dico no alla omologazione delle menti e all’offuscamento della verità. Dico no alla sottomissione tecnocratica del popolo italiano. Dico no al progetto - evidente a chi non è cieco e ipocrita – di controllare totalmente il popolo italiano con tutte le nuove tecnologie informatiche. Dico no alla volontà – storicamente visibile – di realizzare progressivamente – in un’opera che dura da 40 anni oramai - una Grande Sostituzione  - antropologica culturale religiosa linguistica sociale economica – di tutta la tradizione del popolo italiano in una nuova massa asociale e informe di sotto-uomini. Dico no alla colonizzazione dell’Europa cristiana, e in particolare delle Nazioni mediterranee Francia compresa, in un sorta di grande riserva economica di individui sottomessi in monadi materiali e senz’anima e senza destino.

Perché quindi uno Sciopero della fame ad oltranza? Perché rischiare tutto? Perché non pensare solo a se stessi come fanno quasi tutti? Perché?

Per amore dell’Italia, l’Italia romana e cristiana, per amore dei miei figli, per amore dei figli d’Italia.

Cari signori al potere non toglierete l’onore all’Italia. Non toglierete la speranza ai nostri figli. Non farete dell’Italia una colonia straniera e una riserva dei grandi potentati tecnologici e finanziari mondiali! Sicuramente dovrete passare sul nostro cadavere prima di fare quello che avete intenzione di fare e che state facendo e che pare inarrestabile.

Avete sospeso la Costituzione italiana sfruttando una malattia. Avete buttato il popolo italiano nel panico per sottometterlo meglio. Avete organizzato un Cambiamento epocale della società  speculando sulla pelle di un intero popolo spaventato – non solo dalla reale malattia – ma soprattutto dal vostro bombardamento mediatico spietato e mostruoso.

Perché quindi un Sciopero della fame?

Primo: per gridare libertà, per gridare uscite dalla menzogna, per gridare svegliato Italia!

Secondo: per denunciare l’odio, per denunciare chi aizza il linciaggio morale, la rissa, la calcolata volontà di far litigare gli Italiani tra loro, divisi in opposti e inconciliabili partii. Quelli del SI e quelli del NO. Mentre i potenti distruggono la società e la ristrutturano a loro piacimento secondo i loro piani. Quindi: No all’odio, No alla violenza, No al linciaggio, No al capro espiatorio. Perché i nemici che stanno al governo vogliono proprio questo: che gli Italiani si odino a vicenda mentre loro si spartiscono il bottino.

Terzo: per dare speranza a chi è avvilito e scuotere chi è coperto sotto il manto della viltà, a chi è scoraggiato, a chi è indeciso, a chi ha paura, a chi non riesce a pensare, a chi non crede più nel destino dell’Italia. No alla paura, no alla paura di morire, no alla paura di essere esclusi dalla società, no alla sottomissione al potere.

Quarto: la speranza, la gioia, la voglia di vivere, affinché si alzino i cuori, si alzino gli sguardi, e ci si faccia coraggio per ricostruire l’Italia una volta buttati giù dal trono i traditori appoggiati da tutti i poteri.  Dico quindi SI al futuro dell’Italia: affinché i giovani italiani si sposino a facciano tanti bambini per evitare la Grande Sostituzione voluta dai poteri forti internazionali che hanno messo le mani sull’Italia per farne una riserva indiana. La fame di pane che porto dentro di me è in realtà fame di speranza che viene dal cielo ma che desidera incontrare le amicizie della terra erp rinascere a vita nuova.

Quinto: faccio la fame anche per non dimenticare di chi siamo figli e chi sono i nostri figli. Dico no a una società orfana di padri. Noi siamo figli di una civiltà tri-millenaria greco-romano-cristiana basata sulla Roma dei Cesari e sulla Roma rinnovata dalla Bibbia di Mosè e di Gesù. Oggi la costituzione italiana è violentata e sospesa proprio da chi dovrebbe difenderla: un governo mai eletto - sostenuto da tutti i politici dei partiti - che da 11 anni sono incapaci addirittura di eleggere uno di loro come Capo del governo!  Sciopero della fame per alzare la testa e la voce in difesa dell’Italia violentata sui suoi fondamenti costituzionali, sulle sue relazioni intime di identità e di sopravvivenza, di una Italia tradita da un sistema politico e mediatico nemico del popolo.

Non posso più tacere la Verità, non posso essere complice della menzogna, qualcun deve pur gridare al popolo italiano: svegliati e sii degno del tuo destino!

L’Inno italiano recita: “ovunque è Legnano” …  per indicare il valore invincibile della libertà conquistata a Legnano e rimasa nel cuore degli italiani per 8 secoli.

La mia fame che parte da Legnano è la fame di libertà – e di rispetto dello spirito e della lettera della Costituzione italiana - per tutto il popolo italiano, libertà e onore che una intera classe dirigente hanno tradito.

Non toglierete l’onore alla nostra amata Italia. Meglio la morte che il disonore.

Voi potenti tecnocrati andrete via, e il popolo italiano ritroverà la sua dignità, la sua ricchezza, il suo onore, la sua voglia di vivere in cielo e in terra.

Rosario Del Vecchio da Legnano Milano

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