venerdì 13 aprile 2012

verità è giudizio contro falsità

cara amica, tu dici: donne narcotizzate da altri ! 

"... narcotizzate...nel non rispetto di se stesse e degli altri...?",
ma una donna così è solo una vittima, la principale vittima dopo il bimbo ucciso. Ma allora ci sono i colpevoli, coloro che narcotizzano, abbandonano e inducono all'omicidio le proprie vittime ! E la società - noi - dovremmo lasciare queste persone libere di fare il male? Libere di narcotizzare con lo scrupolo di non "costringere gli altri a pensarla come noi"?

Non mi sento di giudicare, dici. 
Cosa: la morte di un bambino? A tal punto i Super-Relativisti ci hanno fatto il lavaggio del cervello, che abbiamo paura di dire che: la cosa più bella e sacra "deve" essere rispettata da tutti anche per Legge ? 
La vittima è vittima e il carnefice è carnefice. 
Ora: per timore di ferire la vittima dovremmo lasciare la vittima nelle mani del carnefice ? Non è meglio aiutare la vittima a liberarsi dalle catene del carnefice - anziché lasciarla libera di fare quello che il carnefice l'ha indotta a fare ? Perché chiamare la lotta per il bene - fatta di forza e dolcezza, umiltà e coraggio, semplicità e intelligenza - "giudicare gli altri" ? , perché non sentirsi autorizzati a dire la verità a chi la verità non la sa, o è ideologicamente chiuso perché schiavizzato da una non verità ? 


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