martedì 21 febbraio 2012

Nuova Idealità, antiche speranze

In ogni Epoca storica c'è sempre un punto centrale e fondamentale su cui regge tutto il discorso.
Nella nostra epoca il punto è questo:
di fronte alla DEVASTAZIONE ANTROPOLOGICA,
cioè considerando la crisi autodistruttiva della nostra civiltà arrivata oramai al suicidio demografico, strategico, culturale, religioso, e a povere prospettive economiche e sociali - a fronte di tal pericolo, l'unica cosa da fare - in ambito umano, perché c'è sempre l'aspetto di fede che supera la sapienza umana - è una grande Opera di RINASCITA storica, che parta - innanzitutto - dal fatto biologico. L'Italia è destinata al crollo demografico. E questo crollo è il frutto di decenni di cattiva Ideologia.
Ci vuole ora un pensiero verace e giusto, forte e speranzoso.
Su questa nuova e antica Idealità (che a differenza dalla Ideologia è passione e desiderio di realtà e non di mondi artificiali e utopie disumane) è possibile Restaurare e Ricostruire una nuova Italia e una Nuova Europa.
In caso contrario, non resta che rassegnarsi alla decadenza storica o alla fuga negli Stati Uniti.

 Ci sono momenti storici speciali: in cui si sta di qua o di là, senza che qualcuno sia più buono o meno buono, ma solo per oggettiva scelta di giustizia. Sopra tutti i problemi italiani c'è la Sopravvivenza fisica o la morte. Un Paese con 20 milioni di vecchi - come sarà l'Italia tra pochi anni - è un Paese che muore. La questione è farlo capire a chi ragiona ancora in termini di destra o sinistra, berlusconiani o giustizialisti, rigoristi o statalisti.
Io resto qui a combattere.

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